I dividendi non vengono accreditati su un conto bancario per caso. Tra la chiusura dell’esercizio, l’assemblea generale e il pagamento effettivo, possono passare diversi mesi. Conoscere le date di pagamento dei dividendi e comprendere il meccanismo che li regola permette di pianificare meglio i propri redditi da investitore o le proprie decisioni di gestione come dirigente.
Acconto sui dividendi e bilancio intermedio: una costrizione sottovalutata
La maggior parte delle guide sui dividendi dettagliano la meccanica dell’assemblea generale. Pochi si soffermano sugli acconti sui dividendi, mentre questo dispositivo è il principale leva per ricevere fondi prima della data ufficiale di distribuzione.
Un acconto sui dividendi consente a una società di versare una parte dei profitti durante l’esercizio, senza attendere l’approvazione dei conti annuali. La condizione è rigorosa: deve essere redatto e certificato un bilancio intermedio. Senza questa certificazione, la distribuzione è irregolare.
Le conseguenze di un acconto versato senza bilancio certificato sono gravi. L’operazione può essere qualificata come dividendo fittizio, il che apre la strada a un obbligo di restituzione da parte degli azionisti e a sanzioni personali per il dirigente.
Un commento giuridico pubblicato a settembre 2026 sul sito Kohen Avocats ricorda questo rischio di nullità e di ripetizione dell’indebito. Prima di consultare Success Man per saperne di più sul calendario di pagamento, è necessario considerare che l’acconto non è un’abbreviazione senza formalismi.
La posizione EJ 2025-66 della CNCC, riportata a settembre 2026, ha inoltre chiarito un punto tecnico: la giurisprudenza di febbraio 2025 sul riporto a nuovo (che limita la distribuzione del riporto di utili al di fuori dell’assemblea che approva i conti) non si applica agli acconti sui dividendi. Questa distinzione rassicura le società che desiderano versare un acconto durante l’esercizio, a condizione di rispettare le condizioni legali.

Termine legale per il pagamento dei dividendi: la regola dei nove mesi
Una volta approvati i conti annuali e votata la distribuzione in assemblea generale, la società ha un termine massimo di nove mesi per effettuare il pagamento dei dividendi. Questo termine decorre dalla chiusura dell’esercizio, non dalla data dell’assemblea.
Per un esercizio chiuso al 31 dicembre, il pagamento deve avvenire entro il 30 settembre dell’anno successivo. In pratica, la maggior parte delle grandi società quotate distribuisce i propri dividendi tra aprile e giugno, poco dopo l’assemblea generale annuale.
Perché alcune società pagano in ritardo
Diverse situazioni ritardano la data effettiva di pagamento:
- L’assemblea generale si tiene tardivamente, talvolta a giugno o luglio, il che comprime il calendario di pagamento.
- Contenziosi tra azionisti o contestazioni sull’approvazione dei conti bloccano il processo di distribuzione.
- La società privilegia la conservazione della liquidità il più a lungo possibile per motivi operativi e effettua il bonifico solo alla scadenza.
Il mancato rispetto del termine di nove mesi espone la società a ricorsi. Un azionista che non riceve il proprio dividendo in tempo può intentare un’azione legale. Analisi giuridiche pubblicate nel 2026 sul sito Kohen Avocats documentano precisamente i ricorsi disponibili in caso di mancato pagamento dei dividendi votati.
Data di stacco e data di pagamento: due riferimenti da non confondere
Per un investitore in borsa, anticipare il pagamento di un dividendo implica distinguere due date che non hanno lo stesso effetto sul portafoglio.
La data di stacco (ex-date) è il giorno in cui l’azione viene quotata senza il diritto al dividendo. In concreto, se acquisti l’azione in quel giorno o dopo, non percepirai il dividendo in corso. Il prezzo dell’azione si aggiusta meccanicamente al ribasso dell’importo del dividendo all’apertura di quella seduta.
La data di pagamento (payment date) interviene alcuni giorni lavorativi dopo lo stacco. È il momento in cui l’importo appare sul tuo conto titoli o sul tuo PEA. L’intervallo tra stacco e pagamento varia a seconda delle società e delle borse, ma generalmente si colloca tra i due e i cinque giorni lavorativi per le azioni quotate in Francia.
Anticipare la data di stacco per aggiustare una posizione
Alcuni investitori acquistano un’azione poco prima dello stacco per ottenere il dividendo. Questa strategia ha i suoi limiti: il prezzo scende dell’importo del dividendo il giorno dello stacco, il che annulla in gran parte il guadagno percepito sulla carta. Le spese di transazione e la tassazione (flat tax o scaglione progressivo) riducono ulteriormente l’operazione.
D’altra parte, seguire il calendario degli stacchi ha un reale interesse per evitare brutte sorprese. Un investitore che vende le proprie azioni il giorno prima dello stacco senza saperlo perde il dividendo. I calendari dei dividendi pubblicati dai broker o dai siti finanziari specializzati elencano queste date con diverse settimane di anticipo.

Riporto a nuovo e utile distribuibile: cosa cambia la giurisprudenza del 2025
La Corte di Cassazione ha stabilito il 12 febbraio 2025 che il riporto di utili di un esercizio è incluso nell’utile distribuibile dell’esercizio successivo. Questa decisione ha una conseguenza diretta sulla temporalità dei pagamenti dei dividendi.
Prima di questa sentenza, alcune società distribuivano il riporto a nuovo durante assemblee straordinarie tenute al di fuori del ciclo annuale di approvazione dei conti. Questa pratica è ora regolamentata più rigorosamente. Il riporto di utili non può più essere distribuito in modo autonomo: si integra nell’utile distribuibile dell’esercizio successivo e la sua distribuzione deve essere votata durante l’assemblea che approva i conti di quell’esercizio.
Per gli azionisti, ciò significa che le distribuzioni derivanti dal riporto a nuovo seguono lo stesso calendario del dividendo ordinario. La finestra di pagamento non si allarga oltre i nove mesi dopo la chiusura.
Anticipare le date di pagamento dei dividendi non si limita a consultare un calendario borsistico. Richiede la comprensione del formalismo contabile, dei termini legali e delle evoluzioni giurisprudenziali che condizionano il pagamento effettivo. Le regole sono cambiate di recente e la prudenza è d’obbligo prima di contare su un pagamento a una data specifica.



